Il fango e la Vita

Davanti agli occhi una situazione da incubo.
Ci si sente inermi,
abbattuti, e quando si pensa che tutto stia precipitando rovinosamente ecco che
si manifesta il mistero della vita.

Il fango e la Vita

Una bimba viene alla luce proprio quando tutto intorno gli animi
appaiono spenti. Il fiocco rosa annodato ad una colonna erosa dall’impetuosità di acqua e fango,
ha ridato un po’ di gioia in tutti quei volti di chi è stato colpito dall’alluvione.
Una vita che viene al mondo! Cosa c’è di più bello e magico? Martina, questo il nome della piccola,
nata il giorno successivo all’alluvione. Una bambina stupenda, con gli occhi spalancati alla vita, le
manine strette a pugno e un’espressione dolcissima. Un gioiello che ha illuminato le giornate buie
del disastro. A questo piccolo miracolo è stato dato un grande abbraccio pieno di felicità per
custodire ciò che c’è di più caro. Il dono della vita riesce a mettere in secondo piano tutto il
resto, per un istante che sembra infinito.
È in questi lampi di luce che si ridà il giusto valore al tutto; le priorità, che spesso si danno per
scontate si tralasciano, in momenti di crisi ritrovano il giusto peso nelle nostre vite.
Chi non ha mai vissuto la calamità dell’alluvione può solo immaginarne gli effetti. Un ammasso di
fanghiglia che cresce e travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino: le vite umane, le abitazioni
piene di ricordi di generazioni intere, le ordinarie quotidianità, quando nessuno preludeva ad una
simile catastrofe. Tristi, cupi ma con grande dignità si è iniziato a rimettere insieme i pezzi di una
vita, con quel coraggio e quella forza di volontà che nasce dalla caparbietà tipica dei marchigiani.
Con le mani completamente infangate solo i ricordi più preziosi sono stati salvati. Intorno alla
desolazione pian piano è scattata la macchina spontanea della solidarietà, con l’arrivo spontaneo
degli angeli del fango. Tanti giovani studenti e lavoratori che con grande generosità hanno
dedicato il loro tempo per imbragare pale e vanghe, spalando fango fra le macerie. La loro
presenza ha animato la fase del soccorso, tirando su il morale con la loro allegria contagiosa. La
nostra Fidapa ha contribuito al sostegno della comunità. Le amiche Fidapine sono state vicine a chi
ha subìto la calamità, inviando messaggi di solidarietà, mettendosi a disposizione con aiuti
materiali e distribuendo consigli preziosi, frutto di esperienze già ahimé vissute. Dopo l’avvenuta
calamità si dovrà pensare a ricostruire il futuro della città e della società, invadere le vie con una
nuova energia colma di calore e amore, volgendo lo sguardo al domani di Martina.
Roberta Pichierri